Il 9 marzo 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 20 febbraio 2026 che recepisce la Direttiva UE 2024/825 sulla responsabilizzazione dei consumatori nella transizione verde, con l’obiettivo di rafforzare la tutela contro le asserzioni ambientali ingannevoli.
Il provvedimento introduce nuovi criteri per individuare e contrastare le pratiche scorrette legate alla sostenibilità ambientale e sociale. Tra le principali novità, vengono definite in modo puntuale le nozioni di asserzione ambientale, etichetta di sostenibilità, durabilità e altri elementi rilevanti per valutare la trasparenza delle comunicazioni commerciali.
Il Decreto interviene in modo mirato sui seguenti articoli del Codice del Consumo:
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Articolo 21 – “Azioni ingannevoli”: viene aggiornato includendo tra gli elementi potenzialmente fuorvianti le caratteristiche ambientali e sociali dei prodotti, nonché gli aspetti legati alla circolarità – quali durabilità, riparabilità e riciclabilità – e le dichiarazioni relative a prestazioni future;
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Articolo 22 – “Omissioni ingannevoli”: rafforza gli obblighi informativi nelle comunicazioni comparative tra prodotti, con particolare riferimento agli aspetti ambientali e sociali.
Infine, la norma amplia l’elenco delle pratiche considerate sempre ingannevoli (Art. 23). Tra queste rientrano:
-l’utilizzo di etichette di sostenibilità non basate su sistemi di certificazione riconosciuti;
-le dichiarazioni ambientali generiche non dimostrabili;
-le comunicazioni che attribuiscono all’intero prodotto o all’azienda caratteristiche riferite solo a specifici aspetti;
-le affermazioni di neutralità climatica fondate esclusivamente su meccanismi di compensazione delle emissioni;
-nonché la presentazione di requisiti di legge come elementi distintivi dell’offerta.
Le disposizioni si applicheranno a partire dal 27 settembre 2026.
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